La Peste. Intervista Al Dott. P. Gulisano

Il giorno lunedì 16 maggio ci siamo recati all’ambulatorio Asl di Lecco per intervistare Paolo Gulisano sui “I Promessi Sposi”.

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Paolo Gulisano con Gemma, Nicolò e Benedetta

Gulisano è un medico che, la sera dopo il lavoro, spesso si mette al computer a scrivere, per passione, il che lo ha portato ad essere uno dei maggiori critici italiani di libri fantasy. Il suo primo approcio con il romanzo manzoniano è avvenuto all’età di nove anni su invito della madre, dopo il trasferimento da Milano a Lecco, per “assumere un’identità lecchese”.

Per cominciare gli abbiamo esposto un passo di capitolo XXXII in cui si dice che i medici, viste le condizioni al lazzaretto durante la peste, sono praticamente irreperibili, se non a caro prezzo; gli unici che invece continuano ad occuparsi dei moribondi sono gli ecclesiastici, consapevoli anche loro del rischio di contagio.

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F. Gonin, I bambini e le balie

Abbiamo ricollegato questo fatto ai volontari che oggi si dedicano all’accoglienza dei migranti. In qualità di medico, Gulisano risponde che, tra gli altri incarichi, vaccina anche i migranti.

Tornando al Manzoni, Paolo sottolinea più volte come l’autore sia accuratamente realista poiché capace di “mettere a nudo” l’uomo per come è. Difatti ne fa emergere anche dalle situazioni peggiori, non solo gli aspetti negativi e meschini, ma anche il meglio, “un di più che non ti aspetteresti dall’umanità”.

In seguito abbiamo proposto un passo di capitolo XI, nel quale Renzo raggiunge finalmente l’Adda dopo la fuga da Milano. La “voce amica” è per il fuggiasco un punto fermo che riesce a tranquillizzarlo, quieta la sua nostalgia di casa.

Gulisano, avendo viaggiato molto, afferma che è indispensabile avere delle radici, qualcosa di stabile su cui contare anche nei momenti di difficoltà. Il suo punto fisso è la fede:

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S. Carlo al lazzaretto. Milano

essa gli permette di andare avanti nonostante le grandi sofferenze incomprensibili che vede nel suo lavoro di medico e gli consente di non perdersi perché per lui “è casa”.

La fede ci ricollega a padre Cristoforo, il personaggio che è stato in grado di espiare la colpa dell’errore commesso ed è una persona d’esempio per Gulisano che confida: “se dovessi fare una grande sciocchezza, vorrei saper rimediare come ha fatto lui”. Però il medico trova simpatico anche don Rodrigo perché ritiene che abbia qualcosa di ‘romantico’: è un nobile che si innamora di una contadinella e poi, nonostante tutto il male che ha fatto, gli viene offerta una possibilità di redenzione.

Inoltre Gulisano fa notare che, nonostante tutti ritengano l’incontro tra Borromeo e Innominato il più bello o commovente, anche quello tra Cristoforo e don Rodrigo non è da meno: infatti è un incontro tra ‘cavalieri’ che, pur non essendo conosciuti come il cardinale e il convertito, danno un valore anche loro alla storia.

E’ tramite questi personaggi semplici e la gente comune come Renzo e Lucia che si fa la storia.

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Prima di lasciarci, Gulisano ci racconta come la passione per la lettura lo abbia indotto a quella per la scrittura e quest’ultima, a sua volta, lo abbia portato a cimentarsi nell’interpretazione dei testi di altri scrittori e romanzieri famosi. Ha imparato così ad immergersi nel significato che gli autori vogliono trasmettere. Ci dice infatti “Il compito della letteratura -e l’arte in generale- non è di dimostrare, questo è della filosofia, bensì di mostrare, attraverso vari personaggi, come si può vivere; è compito del lettore giudicare e scegliere quale lo rispecchia in maggior modo.” Questa è anche la differenza che c’è tra leggere un libro e guardare la televisione: di fronte al primo si può scegliere, mentre davanti ad uno schermo si può essere solo passivi.

Manzoni, con la grande varietà di personaggi che descrive, buoni o cattivi che siano, ha permesso ai suoi lettori di sentirsi vicini ad essi.

NICOLO’ A. – GEMMA B. – BENEDETTA T.

L’Immigrazione. Intervista a Luigi Geninazzi

geninazziGiovedì 28 aprile ci siamo recati a casa del giornalista Luigi Geninazzi per fare un’ intervista a proposito del romanzo “I Promessi Sposi”.

Geninazzi, giornalista oramai in pensione e autore di numerosi racconti sulle guerre degli ultimi decenni, ha un ricordo positivo di Promessi Sposi, letto durante la quinta ginnasio.

L’IMMIGRAZIONE NEL TEMPO

Nel mezzo della nostra intervista abbiamo riflettuto sul tema dell’immigrazione facendo esplicito riferimento al romanzo, in particolare analizzando un estratto dell’addio monti. Da questo passo siamo arrivati a parlare del recente problema legato all’immigrazione e alla figura dell’immigrato. Luigi, grazie alla sua carriera giornalistica e alle sue esperienze passate, è riuscito a trattare questo argomento e a esporci il suo punto di vista.

Secondo lui l’Unione Europea dovrebbe concedere un asilo politico temporaneo alle persone che fuggono dai propri paesi a causa della guerra, come ad esempio i Siriani,  per aiutarli momentaneamente fino a che la situazione nel loro Paese si sia ristabilita; oggi accade il contrario, in quanto una piccola parte di profughi viene accolta mentre la maggior parte viene respinta.

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Successivamente il signor Geninazzi ci ha raccontato una sua esperienza personale vissuta nell’ultimo periodo nella quale, visitando un campo di accoglienza per profughi, ha parlato con alcuni di loro ed ha potuto constatare che, a causa di alcune leggi che vigono nel nostro Paese, questi ragazzi non hanno la possibilità di lavorare fino a che non gli viene concesso l’asilo politico e sono quindi indotti a commettere crimini per sopravvivere.

Grazie a questa discussione abbiamo potuto vedere quanto questo romanzo, scritto da Alessandro Manzoni 150 anni fa, sia tuttora attuale dato che contiene delle tematiche visibili ai giorni nostri.

Matteo G.    Nicolò R.

ISTITUTO G. LEOPARDI – CLASSE II SC

L’Innominato Dopo La Conversione

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L’Innominato ebbe una conversione tangibile: infatti riuscì a cambiare radicalmente, spinto dal rimorso provocato dalle esperienze di malavita nel passato e per la compassione provata verso la povera Lucia durante la sua permanenza al castellaccio.

IL CORAGGIO

Deciso a convertirsi, l’Innominato attua il cambiamento in modo concreto in tutti gli aspetti della sua realtà:

  • Decide di recarsi dal Cardinal Borromeo per essere confessato
  • Esce per dirigersi al convento senza scorta
  • Chiede informazioni senza aver timore di quello che avrebbero potuto pensare le persone incontrate sulla strada
  • Si dimostra sincero nei confronti del cardinale
  • Quando torna al castello accompagnato da don Abbondio, lo fa entrare per primo nella stanza di Luciadownload (2)
  • Si mostra preoccupato nei confronti di Lucia
  • Dopo la lunga giornata avverte i bravi della sua nuova vita

L’INCONTRO CON I BRAVI

Dopo essere ritornato al castello, l’Innominato radunò i suoi bravi e si rivolse a loro con un monologo nel quale comunicò la recente conversione.

Egli sollevò i suoi subordinati da ogni incarico e li invitò ad unirsi a lui nella conversione di fede oppure ad andarsene, dopo essere stati dovutamente ricompensati del lavoro svolto mentre erano al suo servizio. I bravi, sbalorditi da questo annuncio, lo ascoltarono e colsero la novità di quell’uomo nuovo.

CI VORREBBE UN AMICO

Il comportamento dell’Innominato nei confronti dei suoi bravi è ammirevole. Si è dimostrato come un vero amico, capace di dire la verità e sostenere i suoi “amici”.

Anche noi dovremmo essere come lui, un buon amico, leale e sincero. Solitamente tra i ragazzi della nostra età si formano dei gruppi d’amici, ma siamo sicuri che tutti all’interno di esso stiano bene?

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Alcuni ragazzi al fine di farsi accettare cambiano il loro modo di essere cercando di emulare il capogruppo, seguendo una tendenza negativa che va contro i principi del singolo.

Facciamo un esempio al fine di comprendere meglio tutto questo: la maggioranza degli adolescenti fuma, ma chi non ha questo brutto vizio, se si trova all’interno di un gruppo di fumatori, inizia a fumare, non per il piacere di farlo, ma per la paura di non integrarsi all’interno del gruppo; Manzoni quindi ci insegna che è giusto cambiare in meglio per se stessi e non in peggio per altri.

MARTINA Z.

ISTITUTO G. LEOPARDI – CLASSE II SC

Il Lavoro: “Gente Meccanica E Di Picciol Affare” Intervista A C. Cogliati

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Lunedì 4 aprile alle ore 16:30 nella sede di Confindustria Lecco noi, studenti del Liceo Leopardi, abbiamo incontrato Cinzia Cogliati, presidentessa della Confindustria PMI, per discutere a riguardo dei Promessi Sposi.

IL LAVORO

In particolare, abbiamo voluto concentrare l’attenzione sulla tematica del lavoro. Esso infatti, non occupa un capitolo specifico, bensì si presenta come uno dei punti principali di tutto il romanzo perché non solo vengono descritti i vari mestieri, ma anche vengono evidenziati aspetti inerenti ad esso quali la carestia.

Quindi, dopo esserci presentati e aver presentato il progetto del blog alla signora Cogliati, le abbiamo chiesto il suo pensiero personale a riguardo dei Promessi Sposi per poi focalizzarci sul nostro tema.

GLI ALTRI CI AIUTANO A COMPRENDERO MEGLIO IL MONDO

La signora Cogliati ama molto i Promessi Sposi e anche grazie alla sua seconda lettura, avvenuta in età adulta, ha potuto comprendere meglio le varie tematiche. Ci ha raccontato di come è appassionante, all’interno del romanzo, la questione della giustizia, giustizia divina e ingiustizia, tema cardine dell’opera.

MANIPOLAZIONEIn seguito  ha risposto brillantemente alle nostre questioni più specifiche a riguardo del lavoro e della crisi , ponendo l’accento sulla “metafora” tra la crisi del ’600 e quella di oggi. Ovviamente ci sono molte differenze ma lei ha esposto il suo pensiero in merito alla situazione italiana e globale, a come si potrebbero risolvere alcuni problemi o a come si potevano evitarli; ci ha donato una visione più realistica di ciò che sta succedendo permettendoci di vedere la realtà con occhi diversi, permettendoci di andare oltre alle notizie del telegiornale.

INSEGNAMENTI ETERNIOltre_uomo1.jpg

Non è proprio questo lo scopo del blog? Analizzare temi attuali attraverso tematiche dei Promessi Sposi che abbiamo capito essere capace di:

  • insegnarci ancora molto in termini di crescita scolastica, culturale e personale
  • esprimere valori universali nonostante sia ambientato nel 1600.

 

MARCO T. – MATTEO B. – PIETRO G.

ISTITUTO G. LEOPARDI – CLASSE II SCIENTIFICO

 

 

Lavoro E Carestia

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Rappresentazione di una filanda

 

Il lavoro è un importante scenario in cui Manzoni inserisce il suo romanzo. Vengono descritti i mestieri di Lucia e Renzo e di altri personaggi, tutti incastonati in un contesto politico ed economico molto difficile. 
Per questo è bene analizzare come questa tematica viene affrontata nei vari capitoli.

 

“GENTE MECCANICA E DI PICCOL AFFARE”

Già nell’introduzione Manzoni dice chiaramente che vuole parlare di gente semplice che svolge mestieri umili, e dare importanza a questo, piuttosto che alla supremazia dei potenti o alle imprese dei principi.

DESCRIZIONE DEL LAVORO NEI VARI CAPITOLI

A partire dal capitolo 1 ci viene presentato il lavoro dei bravi, delinquenti a servizio dei potenti, che verrà poi ripreso svariate volte all’interno dell’opera.

Allo stesso modo vengono svelati i mestieri dei due protagonisti: la contadina e il filatore di seta/contadino, lavori del ceto medio-basso dell’epoca.

In sequenza vengono poi accennati lavori come l’oste, il fornaio, il barcaiolo, persino il religioso, il soldato e il funzionario.

ANALOGIE CON OGGI

Proprio come allora anche oggi possiamo evidenziare notevoli punti in comune, inerenti al lavoro:

  • La maggior parte del popolo era povero a causa della crisi e tutto questo aumentava l’infelicità e la rabbia, poveroche sfocia come abbiamo visto nei capitoli milanesi in rivolta popolare.
  • L’ingiustizia politica regnava sovrana e incontrastata, come talvolta adesso, in cui i potenti e gli uomini al potere prendono decisioni solo per un proprio interesse senza rispettare i bisogni della gente.
  • In più l’inefficacia del potere politico incentivava la malavita e faceva aumentare gli atti criminosi.

Un’analogia positiva però esiste ed è la religione: infatti oggi più che mai molte famiglie ridotte al lastrico si affidano a Dio per ottenere quei benefici che la Provvidenza diede ai nostri Promessi Sposi, che si affidarono totalmente al Signore come ultima possibilità di salvezza.

 DIFFERENZE CON OGGI

Fortunatamente alcuni aspetti, legati all’ambito lavorativo e non solo, sono cambiati dall’epoca, soprattutto quelli inerenti ai diritti umani:

  • Tutti hanno una stessa istruzione di base grazie alle scuole dell’obbligo e questo ha ridotto notevolmente, se non del tutto, l’analfabetismo popolare.
  • Tutti hanno servizi sociali alla base uguali, che scuolapermettono a chiunque di usufruire di servizi quali l’ospedale, la pensione ecc.
  • La qualità della vita è migliorata notevolmente non solo per la continua ricerca di una maggior igiene, ma anche di un progresso notevole nell’ambito farmaceutico.

 

 

PIETRO G.

ISTITUTO G. LEOPARDI – CLASSE 2 SCIENTIFICO

 

 

 

 

Il Valore Del Passato. Intervista a G. Boscagli

Lo scorso martedì 12 aprile abbiamo avuto un incontro con la professoressa GiudittaIl-cuore-oltre-le-sbarre Boscagli, insegnante di italiano all’istituto professionale Fiocchi di Lecco e autrice del libro “Il cuore oltre le sbarre” per confrontarci sugli aspetti più significativi del romanzo “I Promessi Sposi”.

Secondo Lei, “I Promessi Sposi” è un capolavoro della letteratura italiana; ha conosciuto il romanzo fin da bambina poiché viveva a Pescarenico, rione di Lecco dove nasce la vicenda, e durante la sua infanzia era solita giocare nel giardino di casa Manzoni.

LA CONVERSIONE IERI E OGGI

Durante la nostra discussione, è emerso che i suoi personaggi preferiti sono Fra Cristoforo e l’Innominato poiché entrambi sono due uomini che nella vita hanno sbagliato tanto ma sono riusciti a cambiare interiormente diventando persone migliori.

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Caravaggio, Conversione di san Paolo

Successivamente, abbiamo discusso del loro cambiamento poiché sono molto diversi l’uno dall’altro. In particolare, Fra Cristoforo ebbe un cambiamento immediato: infatti Ludovico (così si chiamava al secolo padre Cristoforo), subito dopo aver ucciso il nobile incontrato sulla strada, cerca perdono sia da parte di Cristo recandosi in convento, sia da parte del fratello dell’ucciso che andò a visitare, trascorso poco tempo dal tragico accadimento.

 

 

 

Al contrario, il cambiamento dell’Innominato viene considerato più graduale: infatti, lo stesso Innominato riuscì a convertirsi grazie ai ricordi dei delitti compiuti nel passato e grazie alla compassione suscitata dalla dolce Lucia.

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Questa tipologia di cambiamento si ritrova oggi in alcuni uomini carcerati, i quali dopo aver commesso un errore, immediatamente o a distanza di tempo, dopo aver trascorso diversi anni in carcere e dopo aver meditato per molto tempo, trovano una motivazione valida per cambiare (https://www.youtube.com/watch?v=cXsUW5l674c).

LA FORTUNA DI CONOSCERE QUESTO ROMANZO

 La professoressa ci ha raccontato quanto “I Promessi Sposi”, se letto in modo piacevole e con attenzione, possa essere bello e istruttivo; che noi tutti dovremmo riuscire a capire quanto siamo fortunati a studiare a scuola l’opera di Manzoni, dato che racconta problemi e situazioni che si ripresentano tuttora.download (1)

Grazie a questo incontro siamo dunque riusciti a capire l’importanza dell’opera e la modalità con cui leggerla affinché venga appresa fino in fondo e, come dice la professoressa Boscagli, possiamo quindi affermare che “Promessi Sposi è veramente…. entusiasmante!”.

MARTINA Z. – LUCIA V.

ISTITUTO G. LEOPARDI –  2 SCIENTIFICO

Il Valore Del Passato

Manzoni descrive alcuni personaggi, come l’Innominato e fra Cristoforo, in riferimento al loro passato, in cui si è manifestato un cambiamento o una vera e propria conversione.

È importante, perciò, parlare del valore del passato attraverso alcuni personaggi de I promessi sposi.

LA VITA PASSATA DELL’INNOMINATO

L’Innominato era un uomo ricco e potente che aveva sempre sfidato la legge e dettato regole e imposizioni a tutti. Era temuto dalle persone perché ritenuto spietato e cattivo, tanto che perfino Don Rodrigo lo temeva e aveva chiesto il suo aiuto per rapire Lucia dal convento della monaca di Monza, in cui era rifugiata.

L’Innominato non aveva mai avuto rimpianti, non era mai stato sottomesso e sopratutto non aveva mai dovuto chiedere scusa a nessuno, perciò non era stato un problema impossessarsi della ragazza, che era stata catturata dai bravi e portata al “castellaccio”.

LA CONVERSIONE DELL’INNOMINATO

fot blog innominato

Nell’incontro tra la poverina e il potente, però, avviene qualcosa di straordinario e inaspettato: l’Innominato si addolcisce, diventa sempre più mite, pacato, e qui inizia il suo cambiamento.

Brutti pensieri lo tormentano, che sono la paura della morte e il giudizio divino: questi lo tengono sveglio per una notte intera, lo spaventano, lo agitano, tanto che l’Innominato, poiché ha provato compassione per Lucia, non si sente più uomo e pensa perfino di togliersi la vita.

Fortunatamente, il giorno seguente riesce ad avere la forza di andare da Borromeo e di confessare tutti i suoi peccati e le sue colpe.

Qui avviene un colloquio lungo, profondo e molto toccante ed il cardinale lo invita ad una vita mite basata sull’umiltà e la carità.

LA VITA DI LUDOVICO

Fra Cristoforo è un altro personaggio descritto da Manzoni che subisce una profonda conversione durante la sua vita. Il vero nome di fra Cristoforo, in realtà, è Ludovico. L’uomo era un ricco mercante che, sfidando un nobile, aveva commesso un grave errore: uccidere un uomo. Questo è stato il gesto che lo ha portato alla conversione.

LA CONVERSIONE DI FRA CRISTOFORO

La conversione di Ludovico si sviluppa su vari punti:

  • lo sbaglio che più lo ha tormentato e che lo tormenterà per tutta la vita.

  • Il pentimento e l’umiliazione nel sentirsi un assassino

  • il perdono e la misericordia ricevuto dal fratello dell’ucciso

  • la conversione, il sacerdozio e il cambiamento del nome in “Cristoforo”

Alla fine fra Cristoforo si abbandona a una vita di carità, misericordia e vicinanza ai poveri e tra i suoi principi sorge il valore della giustizia, che cercherà sempre di far rispettare.

I CAMBAMENTI TRA GLI UOMINI D’OGGI

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Sia l’Innominato sia fra Cristoforo sono modelli da seguire da ognuno di noi, perché una persona, indipendentemente dal proprio passato o dagli errori commessi, deve avere la possibilità di riscattarsi e di cambiare secondo ideali di bene e di giustizia.


Perciò, perché non iniziare proprio dagli errori commessi a migliorare e cambiare la propria vita?

FRANCESCA C.

ISTITUTO G. LEOPARDI – LICEO SCIENTIFICO